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Lozzolo svela la stanza segreta dipinta nel 1866 da Vittorio Avondo

Alla scoperta degli artisti di Lozzolo
Articolo pubblicato il 22-10-2017 alle ore 10:27:27
Lozzolo svela la stanza segreta dipinta nel 1866 da Vittorio Avondo
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Lozzolo svela la stanza segreta dipinta nel 1866 da Vittorio Avondo 1

Pochi giorni fa alcuni appassionati di storia e arte sono tornati indietro nel tempo a Lozzolo per conoscere Vittorio Avondo. La Spaba, che ha la propria sede in Torino, in quella che fu la casa del noto pittore  ha inviato una nutrita delegazione di 25 suoi soci a visitare i luoghi dove il pittore e i suoi amici artisti in un’estate particolare, mentre a Torino incombeva il pericolo di un’epidemia di colera si trovarono a Lozzolo, e lasciarono segni tangibili della loro presenza con pitture e scritte sulle pareti di una stanza. Quella stanza si trova nel Castello di Lozzolo che a quei tempi era proprietà del pittore. Era l’estate del 1866 e gli artisti pittori che soggiornarono a Lozzolo furono molti e tra questi ci fu innanzitutto Alfredo d’Andrade, grande e famoso pittore e architetto portoghese che si era stabilito in Piemonte e a cui si devono molte opere di restauro e ristrutturazione a Torino, Ivrea, Genova ecc.

A Lozzolo, tutti quegli artisti a cui si aggiunsero il poeta Giovanni Camerana, e il grande drammaturgo e librettista Giuseppe Giacosa, quasi ad emulare alcune delle novelle di Giovanni Boccaccio, si diedero alla bella vita e mentre passavano le giornate in allegria mangiando e bevendo il buon vino di Lozzolo, Vittorio Avondo, iniziò a dipingere alcune sale del palazzo soffermandosi soprattutto in quella che poi chiamerà la “Sala degli Amici”. Sulle pareti di questa sala si possono ancora ammirare le effigi di Vittorio Avondo e di Alfredo d’Andrade, il quale nel frattempo aveva dipinto i sovraporte con le effigi di due note dame del medioevo, Mona Lisa a cui si era ispirato Leonardo da Vinci e Mona Laura la donna amata da Francesco Petrarca e altre figure. La sala contiene inoltre una gustosa arguta scritta, dipinta dall’Avondo su tutto il perimetro, che invita il visitatore a soffermarsi su quanto accadeva in quegli anni.

Un’altra scritta si trova sotto le effigi dei nostri due artisti i quali si definirono, “modestia a parte, pittori di grosso e di fino famosissimi tanto nel bere e nel magiare quanto nel dipingere, ecc.ecc”. I requisiti artistici dell’Avondo e del d’Andrade, sono comprovati dai vari incarichi a cui furono chiamati dalle Istituzioni pubbliche, come la parteciparono alla progettazione e realizzazione del “Borgo Medioevale” del Valentino di Torino in occasione dell’Esposizione Internazionale del 1884.

 

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