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Maestra ''Maresa'': nel suo giorno l’Assunta l’ha voluta con sé

Aveva 79 anni
Articolo pubblicato il 31-08-2016 alle ore 09:48:45
Maestra ''Maresa'': nel suo giorno l’Assunta l’ha voluta con sé  2
La maestra ''Maresa''

Riceviamo e pubblichiamo due ricordi della maestra Maria Teresa Pasquino, conosciuta come ''Maresa'', che dopo aver insegnato per anni alla materna di Serravalle è mancata il giorno di Ferragosto. A tracciare il suo profilo sono Piera Mazzone, direttrice della biblioteca civica ‘’Farinone-Centa’’ di Varallo, e l’amico Pio Passerini.

IL RICORDO DI PIERA MAZZONE

Forse non albeggiava ancora, eppure Maresa aveva già intravisto la luce di quel mattino senza ombre, che illuminava la pace. La sua anima si è scrollata quell’inutile fardello che da mesi imprigionava un corpo ormai più fragile di quello di un uccellino, ha ritrovato le ali per librarsi serena nell’azzurro senza confini, senza dolore, senza lacrime. Ha lasciato il suo sorriso: aleggeranno per sempre nella sua bella casa l’ironia e l’attivismo pratico che la caratterizzavano. Come la Marta del Vangelo Maresa curava la casa perché fosse sempre pronta ad accogliere gli ospiti, si prodigava perché tutto fosse perfetto, rimbrottando affettuosamente Igino per il suo disordine. L’amore per il suo Igi emergeva da mille particolari e dall’attenzione con la quale approntava e serviva il cibo. Il giardino ordinato e pieno di fiori rifletteva il suo carattere gioioso: conservo ancora una pianta dalle rosse foglie lanceolate, donatami tanti anni fa. Igino è stato un eroe silenzioso, nel tempo triste della malattia, per giorni, mesi, anni, l’ha accompagnata, accudita, amata, non lasciandola sola neppure in quell’ultimo passaggio, accompagnandola a quel confine che nessun vivente può oltrepassare, sciogliendo dolcemente la mano perché lei potesse andare serena, guardandola sciogliersi nella Luce. Maresa aveva fatto l’insegnante alla Scuola Materna, crescendo generazioni di bambini che avevano colmato il suo cuore generoso, io la voglio ricordare spiritosa e piena di vita, solare ed accogliente. Mi resterà nel cuore quel suo ultimo saluto fatto muovendo a fatica le dita della mano, perché le parole si erano fatte silenziose, ma gli affetti sopiti riaffioravano al suono di una voce, o al contatto di una carezza. Alla Messa funebre, officiata nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista da Don Tomasz Sen, Don Pietro Lupo, Mons. Gianluca Gonzino, il diacono Emilio Forte, hanno partecipato la sorella Franca e la nipote Cristina, l’affezionata Leonina, il Sindaco e alcuni amministratori, la Pro Loco, di cui Igino fu Presidente, il Centro Anziani, le Rondini, e molte persone che l’avevano conosciuta e apprezzata anche nella sua attività di catechista e di componente della Corale. Quarantotto anni di matrimonio sono davvero passati in un soffio: ora il corpo di Maresa riposa nel cimitero di Grignasco, paese natale di Igino, ma Lei vivrà nei nostri cuori.

IL RICORDO DI PIO PASSERINI

Maresa carissima, ti ho conosciuta nei primi anni della mia permanenza a Serravalle. Mi sei subito sembrata la persona giusta per creare insieme agli altri amici il gruppo dell’Oratorio: la tua esperienza in campo educativo con i più piccoli, il carattere allegro e scanzonato, la disponibilità a dare una mano senza porre condizioni, la presenza al tuo fianco dell’adorato Igi, esperto e preciso professionista, incapace di dire no alle tue richieste di collaborare ai progetti parrocchiali erano ciò di cui necessitava il gruppo. Il centro sportivo Sant’Euseo e i concerti al Santuario, le gite: Igino finiva sempre per dire si. Abbiamo tanto pregato insieme, con il canto liturgico nel coro parrocchiale, ma la tua bella voce da contralto non disdegnava la canzonetta allegra nelle più svariate occasioni comunitarie. Quanti ti ricorderanno per la tua animazione negli spettacoli in oratorio come nei centri estivi! E quanti bambini e ragazzi, ora adulti, hanno conosciuto la fede cristiana attraverso il tuo impegno di catechista! La malattia ti ha costretta ad un prematuro abbandono della collaborazione, ma la cristiana e umile accettazione della dura sofferenza di questi lunghi anni è per noi un indimenticabile esempio. Grazie Maresa: dal cielo mantieni il tuo sguardo su di noi e aiutaci a mantenere salda la fede come tu hai saputo fare fino al termine dei tuoi giorni. E a te Igino che dire: sei stato marito fedele nella gioia e nel dolore, infermiere impeccabile e dolcissimo in questi duri anni; hai portato sulle tue spalle l’intero peso senza mai mollare. La tua amatissima Maresa l’hai voluta curare in prima persona fino al termine, dando fondo a tutte le tue energie, cogliendo con stupore anche il più piccolo, apparente cenno di temporaneo miglioramento: anche questo è per tutti noi un tenerissimo esempio di profondo amore coniugale. Grazie, ti siamo e ti saremo sempre vicini.

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