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Neve artificiale, progetto da 1,6 milioni per Bielmonte

Uncem e Arpiet hanno presentato uno studio per scrivere il futuro degli impianti di risalita piemontesi
Articolo pubblicato il 10-08-2017 alle ore 10:12:08
Neve artificiale, progetto da 1,6 milioni per Bielmonte 1
Neve artificiale, progetto da 1,6 milioni per Bielmonte 1

La stazione sciistica di Bielmonte è stata coinvolta nel progetto dell’Uncem relativo al potenziamento del sistema di approvvigionamento per la neve artificiale nel periodo invernale. La proposta dell’Uncem è di creare bacini nelle varie vallate piemontesi, ma per quanto Bielmonte si parla di una nuova condotta.

La società Ez Real Estate Srl ha presentato il progetto in quanto anche proprietaria degli impianti dell’area sciabile di Bielmonte. L’area sciabile risulta dotata di un impianto di innevamento programmato che consente di coprire il 70% circa delle piste disponibili, con un piccolo serbatoio di alimentazione dell’impianto della capacità di 500 metri cubi. Dopo varie valutazioni il proponente ha ritenuto che la soluzione migliore per superare le problematiche di approvvigionamento sia quella di realizzare una nuova condotta di adduzione con annessa stazione di pompaggio a partire dal non lontano lago artificiale di Camandona. Tale invaso presenta una capacità tale da non essere sostanzialmente toccato da un eventuale prelievo funzionale all’innevamento programmato. L’intervento in progetto si risolverebbe dunque nella realizzazione di una condotta in spillamento dal lago esistente, della lunghezza di circa 5 chilometri, con stazione di pompaggio; il tutto per un investimento complessivo di circa 1.600.00 euro.

Uncem e Arpiet, l’associazione che riunisce tutte le società che gestiscono impianti a fune, hanno redatto uno studio che sarà presentato alla Regione proprio per garantire un futuro allo sci. «Lo studio elaborato dall'ingegner Francione - afferma Giampiero Orleoni - dimostra due cose. In primo luogo che le aree sciabili piemontesi rappresentano una importante e fondamentale realtà̀ economica delle Terre Alte, che spesso sopravvivono allo spopolamento e alla desertificazione soltanto grazie alla presenza degli impianti funiviari. In secondo luogo, che è determinante una serie di interventi strutturali di investimento, necessari per raggiungere delle capacità di invaso adeguate per garantire la possibilità̀ di ricoprire con neve programmata le piste piemontesi in tempo utile». Anche quella neve, prodotta grazie a una disponibilità di acqua accumulata in autunno e poi trasformata in neve dai "cannoni" (senza alcun additivo, solo grazie al freddo e alle lance), è un accumulo base fondamentale sul quale si posano le precipitazioni nevose della stagione invernale. «I micro-bacini che abbiamo censito e mappato - prosegue Orleoni - si inseriscono perfettamente nei contesti naturali e ambientali dei territori. Nessun impatto ambientale, non vogliamo certo compromettere l'ambiente. Le nostre imprese sono pronte a contribuire alla realizzazione. L'uso plurimo della risorsa è fondamentale. Le nostre stazioni potranno continuare a vivere, garantendo 700 posti di lavoro, 750 milioni di euro di fatturato nell'indotto e ora anche 650 mila metri cubi d'acqua in più, custodita, stoccata e rilasciata per diversi scopi. Un buon investimento per la montagna, ma anche per la pianura».

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