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«Noi liceali di Borgo, per una settimana a ''lezione'' in Inghilterra»

Gli studenti hanno alloggiato a Broadstair, a due ore da Londra
Articolo pubblicato il 13-10-2016 alle ore 09:19:32
«Noi liceali di Borgo, per una settimana a ''lezione'' in Inghilterra»
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I liceali di Borgo in gita oltremanica

Anche quest’anno il liceo “Gaudenzio Ferrari” di Borgosesia ha organizzato un viaggio d’istruzione in Gran Bretagna, con alloggio nella cittadina balneare di Broadstair, a circa due ore da Londra. A tracciare un ricordo dell’esperienza è Gabriele Avondo, studente della terza A. Lo proponiamo integralmente.

«Il soggiorno è andato a sostituire la prima settimana di scuola, costituendo un’interessante e coinvolgente opportunità per noi ragazzi. Fin dall’arrivo il clima è stato a nostro favore: non avremmo mai sperato di trovare un cielo limpido e un’aria tiepida nell’isola di pioggia e temporali, ma l’atmosfera inglese non ha tardato a farsi sentire, poiché ci sono state presentate le host families, le famiglie che ci hanno ospitato per l’intera settimana, pronte a riservarci un’accoglienza quanto più calorosa possibile.

Il programma è stato denso d’impegni fin dal primo giorno, quando ci siamo ritrovati in una scuola insieme ad altri cinquecento studenti da Italia, Francia, Polonia, Germania e Spagna, divisi su tre sedi, sparse per la cittadina; siamo stati collocati in classi temporanee per essere sottoposti a un test, che avrebbe poi determinato un livello di competenza secondo il quale saremmo poi stati divisi nelle classi definitive, di dodici studenti ciascuna. Passavamo così le mattinate, immersi in esercizi più o meno semplici in inglese, guidati con estrema competenza e puntualità dai professori. Le cose si facevano più interessanti una volta superato il pranzo: le lezioni pomeridiane erano, infatti, incentrate sullo sviluppo di un progetto, un survey, ovvero una sorta di sondaggio che ci è stato chiesto di svolgere sul territorio di Broadstair; gli argomenti d’indagine sono stati molteplici, dallo sport alla Brexit.

E’ stato alquanto inquietante essere catapultati in un mondo che non parla la tua lingua, almeno per i primi cinque minuti. Entrare in contatto diretto con le persone di Broadstair, tuttavia, è sicuramente stata l’esperienza che più ci è stata utile per migliorare la nostra padronanza della lingua inglese; inoltre è anche stato piuttosto divertente e non ci ha certo fatto rimpiangere le lunghe ore che i nostri colleghi stavano passando a scuola. Nemmeno alla sera venivamo lasciati soli, anzi, la quantità di attività che ci sono state presentate sul programma sembrava in principio addirittura eccessiva: niente tempo libero alla sera, magari per fare un giro della cittadina o una passeggiata sul lungomare. In verità ci siamo divertiti e, anche grazie ad alcune attività decisamente poco convenzionali, non ci siamo mai annoiati. In particolar modo è stata interessantissima l’idea di proporre un “workshop” teatrale: è stata davvero una buona occasione per padroneggiare termini specifici e conoscere nuova gente.

Fra una lezione e una capatina in discoteca erano in programma due uscite in città. La prima a Canterbury, dove purtroppo non siamo riusciti a visitare la famosa cattedrale, e le cerimonie di laurea degli studenti delle vicine università, ma dove i malati di shopping hanno trovato pane per i loro denti. Non poteva poi mancare la giornata a Londra, dove, fra tanti musei e attrazioni turistiche, abbiamo optato per una visita al “Globe”, la ricostruzione fedele del teatro dove Shakespeare metteva in scena le sue commedie, e un giro per il centro, con tappe alla Tate Modern, alla National Gallery, a Piccadilly Circus e a Oxford Street, la via commerciale più costosa e affollata di tutta la capitale. L’esperienza è stata a dir poco meravigliosa e poterla condividere è stato davvero un piacere e un onore».

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