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Pastrello, l'artista che con la spatola rese immortale la Valsesia

Aveva 75 anni
Articolo pubblicato il 30-08-2016 alle ore 14:15:03
Pastrello, l'artista che con la spatola rese immortale la Valsesia 3
Franco Pastrello

E' morto il pittore Franco Pastrello; aveva 75 anni. Il funerale è stato celebrato ieri mattina, lunedì 29 agosto, in chiesa parrocchiale. Maestro nella tecnica del pennacquo, con i suoi dipinti ha portato il nome di Borgosesia in tutta Italia e al di fuori dei confini nazionali. Molto attivo è stato il suo coinvolgimento nel tessuto sociale della città, con l'allestimento di numerose mostre e le frequenti collaborazioni con il carnevale e le scuole.

Pastrello era nato il 1° marzo 1941 a San Donà di Piave, in provincia di Venezia. E lì aveva mosso i primi passi nel mondo del lavoro, aiutando il papà nel negozio di ciclismo e motociclette. Così aveva fatto fino al 1957 quando con la famiglia si era trasferito in Valsesia, e negli anni successivi aveva iniziato ad affinare la sua passione per l’arte. Risalgono alla metà degli anni Sessanta (in quel periodo frequentava la scuola d’arte Barolo di Varallo) le prime partecipazioni a mostre collettive e concorsi, sino ad approdare, nel 1971, alla sua prima personale a Varallo. Sin dagli esordi Pastrello ebbe come tratto distintivo l'uso della spatola, che perfezionò col passare degli anni, tanto da diventare il suo marchio di fabbrica, nel vero senso della parola, dato che diede vita a una collezione specifica di “pezzi unici” per conto di un’azienda veneta.

Molteplici sono stati i paesaggi nella produzione artistica di Pastrello, dalla natia Venezia alla Valsesia, perchè «il paesaggio è come la vita, pieno di chiaroscuri, di ombre e di luci» spiegava, e altrettanto conosciute sono le tele dedicate agli antichi mestieri della montagna. Proprio uno di questi, “La tosa”, è entrato nella selezione finale del premio internazionale Tokyo nel 2011. Fra i numerosi riconoscimenti, nel 2001 a New York aveva ricevuto “La mela di cristallo”, e i primi premi ai concorsi internazionali Città di Milano nel 1999 e “Valenti” a Scandiano nel 2000.

Pastrello abitava con la moglie Giuliana (dal matrimonio sono nati i figli Cinzia e Ivan) a Sant’Anna, dove aveva pure lo studio. Amava vivere ed essere a stretto contatto con le persone, e lo ha fatto finché le condizioni di salute glielo hanno permesso: «E’ stato un artista a tutto campo - ricorda Alice Freschi, vicesindaco di Borgosesia -. Ho avuto il piacere di conoscerlo quando ero sindaco e da allora non si è mai spento il nostro legame. Per qualunque manifestazioni potevamo contare sulla sua presenza, qualche anno fa aveva anche organizzato alcune lezioni di pittura al parco Magni dedicate agli alunni delle scuole elementari. Per il municipio aveva donato alcune sue tele che ritraggono angoli di Borgosesia». Con il pittore Cesare Roberto condivideva il percorso e la passione per l’arte: «Ci conoscevamo da più di cinquant’anni - lo ricorda -, e insieme abbiamo fatto crescere il nostro amore per l’arte. Sono state numerose le rassegne che abbiamo proposto insieme, i concorsi a cui abbiamo preso parte. Seppure con stili differenti ci siamo sempre incontrati: dall’amore per l’arte è nata una lunga amicizia».

Pastrello è stato un personaggio molto legato anche al carnevale: aveva disegnato gli stendardi del comitato della Fornace e di Valbusaga e il bozzetto per un carro del rione Vanzone. «A febbraio, in occasione della ricorrenza dei vent'anni di fondazione del nostro rione - ricorda Marco Buonamici, presidente della Fornace - con lui abbiamo deciso di rifare lo stendardo del gruppo, e grazie al suo entusiasmo siamo riusciti a recuperare una rara foto che immortalava la storica ciminiera della fabbrica di mattoni che in passato c'era alla Fornace».

Aveva portato la sua arte anche nelle scuole, avendo realizzato per gli alunni corsi di pittura sia nelle classi che, come detto, al parco Magni. E sempre nell’area verde cittadina aveva presentato apprezzate mostre. Appassionato di calcio, era grande tifoso del Torino, con la sciarpa granata rigorosamente appoggiata sul suo cavalletto. Oltre alla moglie e ai figli, Pastrello lascia la sorella Antonietta, i nipoti Carlo, Sofia e Cristian.

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