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Pray e Coggiola, appalto da 1,8 milioni per ospitare 24 migranti

Per tre anni saranno ospitati 12 profughi in ognuno dei due paesi
Articolo pubblicato il 17-08-2017 alle ore 06:27:36
Pray e Coggiola, appalto da 1,8 milioni per ospitare 24 migranti 3
Foto d'archivio

Coggiola e Pray sulla scia di Trivero: i due Comuni appaltano un progetto di tipo Sprar per l'accoglienza dei migranti. Si tratta di un'operazione da oltre 1,8 milioni per ospitare 24 profughi per tre anni, 12 per ognuno dei due centri. Le domande di società e cooperative che vogliono partecipare all'appalto potranno essere presentate entro il 18 settembre. Poi la commissione darà l'incarico, presumibilmente entro fine anno il progetto potrebbe decollare. Il costo sarà coperto per il 95 per cento da fondi ministeriali e per il 5 per cento sarà a carico dei due Comuni, convertibile anche in ore di lavoro del personale. 

 

A settembre le amministrazioni di Coggiola e Pray organizzeranno un incontro con la popolazione alla presenza del Prefetto proprio per spiegare l’idea dello Sprar. «E’ una iniziativa studiata per affrontare il problema migranti - spiega il sindaco di Coggiola Gianluca Foglia Barbisin -. Non dimentichiamo che si tratta di persone che avranno già avuto un riconoscimento del proprio status di rifugiato, una situazione diversa rispetto al Cas, il centro di accoglienza straordinaria». 

 

«Abbiamo già sperimentato gli effetti dell’accoglienza dei Cas - aveva sottolineato Gian Matteo Passuello, sindaco di Pray -. Riteniamo che, sebbene non vi siano stati episodi rilevanti di ordine pubblico, non sia un sistema consono alle aspettative dei nostri cittadini e neppure a quelle dei migranti. Per questo abbiamo deciso di proporre un progetto che si interessi della questione». 

 

Previsti una serie di servizi che il gestore del servizio dovrà assicurare: mediazione linguistico-culturale, accoglienza materiale, orientamento sul territorio, formazione professionale, inserimento lavorativo e sociale, tutela psico-socio-sanitaria. Nel bando è previsto che la sede operativa dovrà essere dotata di almeno una postazione di lavoro con gli strumenti operativi essenziali (connessione Internet e linea telefonica) e dovrà essere garantita la presenza di un operatore per tre giorni alla settimana e per tre ore in ciascun giorno, al fine di adempiere tempestivamente alle necessità del progetto e ridurre al minimo i tempi di interventi nei confronti dei beneficiari.

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