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Quarona, chiude l'ultimo negozio di dischi e cd della Valsesia

Il negozio di musica, dvd e giochi elettronici di piazza Libertà resterà aperto sino a fine anno
Articolo pubblicato il 04-12-2016 alle ore 09:09:05
Quarona, chiude l'ultimo negozio di dischi e cd della Valsesia 3
Luisella Sartoretti

Dopo vent’anni chiude il Woodstock di Quarona. Il negozio di musica, dvd e giochi elettronici di piazza Libertà resterà aperto sino alla fine di dicembre, poi la chiusura dettata dal tempo di crisi e da esigenze familiari della titolare Luisella Sartoretti. Con l’addio del Woodstock si chiude un’epoca: era infatti l’ultimo negozio del genere rimasto in Valsesia. Un vero e proprio punto di riferimento per tutti gli appassionati di musica e di film, dai nostalgici del vinile a chi prima dell’acquisto cercava il consiglio dell’esperto.


Sartoretti, se ne va l’ultimo baluardo della musica comprata in negozio. Come è arrivata alla decisione di chiudere? «Stiamo purtroppo attraversando un momento di crisi generale e i prodotti che vendiamo non ne sono esenti, anzi. Cd, dvd e giochi elettronici si vendono sempre meno e siamo tartassati dalle tasse. Se sapessi che è solo un momento, che passerà, stringerei i denti e andrei avanti, ma non è così. Per il genere che trattiamo non c’è futuro e mettendo sulla bilancia il tempo passato fuori casa e il guadagno il risultato è che non ne vale più la pena. Ho una bambina di sei anni che devono accudire altri perchè lavoro tutto il giorno e voglio dedicarle più tempo. Naturalmente non è stata una decisione facile, perchè qui ho trascorso vent’anni, mi mancherà non essere più circondata da musica e film».

Com’era nata l’idea di aprire il Woodstock? «Era il 1996 e con il mio socio Franco Filisetti eravamo grandi appassionati di musica e di film. Un negozio di questo genere era il nostro sogno: abbiamo sondato la zona e trovato a Quarona la zona ideale in cui aprire l’attività, perchè altrove ne esistevano già altre. Mi ricordo che quando ero ragazzina a Borgosesia c’erano ben sette negozi di articoli musicali. Poi, uno dopo l’altro, hanno chiuso tutti. Trovato il posto in cui aprire abbiamo iniziato a pensare al nome: eravamo entrambi amanti del rock e abbiamo puntato su Woodstock. Di certo non era originale, chissà quanti ce n’erano già in Italia, ma ci rappresentava. In questi vent’anni il Woodstock ci ha regalato moltissime soddisfazioni».

Com’è cambiato il negozio in questi due decenni? «Riguardo agli articoli trattati è cambiato molto e non potrebbe essere altrimenti, la tecnologia in questo campo è in continua trasformazione. Abbiamo seguito quelle che erano le novità del momento, per esempio aggiungendo alla musica e ai film anche i giochi elettronici, che hanno avuto il loro bel momento. All’inizio noleggiavamo i film in videocassetta, per i videoregistratori, in seguito sono arrivati i cd, e poi c’è stato il boom dei computer. Abbiamo inseguito ogni novità, purtroppo hanno iniziato a farlo anche i centri commerciali. Quello che non è cambiata invece è la passione per i film e la musica: abbiamo sempre ricercato la quantità e la qualità in quello che vendevamo. Siamo arrivati ad avere più di diecimila titoli e da amanti del genere ricercavamo in giro per il mondo vere e proprie “chicche” da proporre a chi era appassionato come noi. E lo abbiamo sempre fatto con piacere».

E i clienti, loro sono cambiati? «Sì, assolutamente. Un tempo si lavora tantissimo con i giovani, che oggi musica e film non li comprano più perchè scaricano tutto da Internet. Lo zoccolo duro della nostra clientela è rappresentato da persone di mezza età, appassionati di cd e qualcuno ancora di vinile. Ricordo che un tempo quando usciva la compilation del momento andava esaurita in un batter d’occhio, oggi se ne vendono poche copie».

Cosa le mancherà di più, dal prossimo 1 gennaio? «I clienti, senza dubbio. Con alcuni di loro è nato un bel rapporto di amicizia ed era piacevole confrontarsi su musica e cinema. E poi mi mancherà non essere più circondata dalle mie passioni, con le quali ho trascorso una vita intera».

La pensione è ancora lontana, sa già cosa farà una volta chiuso il negozio? «Di certo cambierò completamente genere di lavoro. Ho due o tre possibilità da vagliare, vedremo...».

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