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«Riparate il punto giallo: sono mesi che non funziona»

Vengono chieste anche assunzioni di personale
Articolo pubblicato il 21-06-2017 alle ore 17:56:38
«Riparate il punto giallo: sono mesi che non funziona» 2
Il punto giallo

Ospedale moderno e con personale preparato, ma c’è timore per il futuro. E’ questo, in estrema sintesi, quanto raccolto dal Comitato di sorveglianza e proposta a difesa della sanità Valsesiana e Vercellese in occasione della prima visita al nosocomio di Cascine Agnona. Il fondatore del gruppo, nonchè sindaco di Gattinara Daniele Baglione, è stato tra gli utenti insieme al primo cittadino di Lenta Pino Rizzi e ad alcuni componenti del Comitato, e promette che si tratta solamente del primo di altri sopralluoghi. «Un’iniziativa che avevamo già anticipato alla direzione generale dell’Asl - commenta Baglione -. Il nostro obiettivo è stato quello di verificare in prima persona le condizioni della struttura e parlare delle diverse problematiche emerse direttamente con gli interessati. Abbiamo incontrato diverse persone e abbiamo trovato, come del resto già sapevamo, un ospedale nuovo, pulito, tecnologicamente avanzato e con personale preparato e pronto a svolgere il proprio dovere al meglio».


Ma per gli utenti si può fare di più per migliorare il Santissimi Pietro e Paolo: «L’esigenza sottolineata da tutti è l’incremento del personale e la tutela dei servizi d’eccellenza che, ancora oggi, l’ospedale valsesiano riesce a erogare nonostante tutto - dice ancora Baglione -.
Sono emersi però molto smarrimento e sfiducia per ciò che, nella realtà dei fatti e non a parole, si sta facendo per un ospedale che rappresenta il fulcro sanitario di un intero territorio, montano e turistico al tempo stesso. Da più parti ci è stato chiesto di pretendere, nelle sedi opportune, la salvaguardia dei servizi sanitari e anche di porre l’attenzione sulle piccole cose che, in ogni caso, fanno la differenza. E pensiamo al punto giallo ancora guasto, ad esempio».
Il Comitato resta in attesa di ricevere risposte dall’Asl su otto domande ben specifiche formulate nelle scorse settimane, «e intanto - conclude il sindaco della Città del vino - continueremo nelle prossime settimane le nostre visite conoscitive, in particolare visitando l’ospedale di Vercelli e i presidi sanitari in tutto il territorio valsesiano e vercellese.


Speriamo che chi governa la nostra sanità anziché promettere potenziamenti generici, si accorga che le strutture più grandi e moderne dove si favoleggia una sanità perfetta e dove vorrebbero mandarci tutti, a volte sono meno perfette di ciò che sembra; pensiamo alle Molinette di Torino per esempio, dove sono stati trovati gli scarafaggi. Nelle nostre realtà ciò non accade perché c’è il controllo e l’orgoglio da parte di chi ci lavora dentro, è nostro compito salvaguardarle e incentivarle. Il nostro territorio va tutelato e non abbandonato».

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