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Romagnano: nel giallo di Emanuela Orlandi spunta il nome del cardinale Antonetti

Repubblica e Corriere della Sera hanno pubblicato un documento che secondo molti è un falso
Articolo pubblicato il 02-10-2017 alle ore 11:56:34
Romagnano: nel giallo di Emanuela Orlandi spunta il nome del cardinale Antonetti 3
Il cardinale romagnanese Lorenzo Antonetti

Spunta il nome del cardinale romagnanese Lorenzo Antonetti nel giallo di Emanuela Orlandi, la giovane cittadina vaticana, figlia di un commesso della Prefettura della casa pontificia, sparita in circostanze misteriose all'età di 15 anni il 22 giugno 1983 a Roma. Nei giorni scorsi Repubblica online e Il Corriere della Sera hanno pubblicato un documento su carta semplice, senza intestazioni ufficiali, né timbri né firme manoscritte, composto da cinque pagine e datato marzo 1998, intitolato «Resoconto sommario delle spese sostenute dallo Stato Città del Vaticano per le attività relative alla cittadina Emanuela Orlandi (Roma 14 gennaio 1988)».

Insieme al documento, va detto, vi sono articoli nei quali si ammette che potrebbe trattarsi di un falso depistante. A redigerlo, indirizzandolo all’allora Sostituto della Segreteria di Stato Giovanni Battista Re e per conoscenza all’allora “ministro degli Esteri” Jean Louis Tauran, sarebbe stato il cardinale Antonetti, dal 1995 alla fine del 1998 Presidente dell’Apsa (l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, che funge anche da ente pagatore del Vaticano). 

La lettera sarebbe stata accompagnata da 197 pagine di fatture e giustificativi (non più presenti), e contiene l’inquietante rendiconto delle spese che il Vaticano avrebbe sostenuto per gestire il rapimento di Emanuela Orlandi e la sua permanenza all’estero, in vari convitti, per visite mediche e ginecologiche, nonché le spese sborsate per indagare su un “depistaggio” e per indagini private. Le attività, secondo questo documento, sarebbero iniziate nel gennaio 1983, sei mesi prima della scomparsa della ragazza, e proseguite fino al 1997.

Va detto e sottolineato che, secondo il parere di molti, il documento non regge e molto probabilmente si tratta di un falso. Un comunicato stampa della Santa Sede smentisce «con fermezza l’autenticità del documento e dichiara del tutto false e prive di fondamento le notizie in esso contenute», così come è arrivata la smentita del cardinale Giovanni Battista Re, presunto destniatario di quelle carte.

Nulla può dire invece monsignor Antonetti, morto nel 2013 all’età di 90 anni, che dallo scorso anno riposa nell’abbazia di San Silvano, dove il suo corpo era stato traslato secondo le ultime volontà del porporato. Nella sua lunga carriera è stato nunzio apostolico del Vaticano in diverse zone "calde" del mondo, tra cui Nicaragua, Honduras e in Zaire. Il suo ministero è stato contrassegnato da un lungo impegno nella diplomazia vaticana. E' stato successivamente presidente dell'amministrazione del patrimonio della sede apostolica e delegato pontificio per la basilica di Francesco in Assisi. A Romagnano, dove tornava spesso in estate per incontrare la sua famiglia (un nipote è l’ex insegnante di discipline artistiche Mario Antonetti), era molto conosciuto e stimato.

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