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Scuola piemontese, critiche dalla Cisl

Per il segretario provinciale di Novara mancano 553 posti
Articolo pubblicato il 11-08-2016 alle ore 18:37:04
Scuola piemontese, dice la sua anche la Cisl 2
Foto d'archivio

«Sono noti i problemi di rilevanza nazionale che la scuola italiana sta attraversando – asserisce Domenico Amoruso, segretario provinciale della Cisl scuola di Novara –, tuttavia intendiamo portare all’attenzione dell’opinione pubblica e dei parlamentari la situazione degli organici docenti in Piemonte, al fine di evitare che l’avvio del prossimo l’anno scolastico venga compromesso da carenze, ritardi e incertezze».

«La situazione è la seguente – illustra Amoruso – : l’incremento stimato è di circa 1500 alunni in organico di fatto; i dati effettivi sono di 539.502 alunni in OF dello scorso anno e 541.073 quelli stimati per il 2016/17; la Direzione regionale il 20 luglio aveva già inviato al Miur una richiesta di incremento rispetto all’organico già assegnato, ma senza risultati, e infatti il ministero non ha preso in considerazione la richiesta e non ha proceduto a un’ulteriore assegnazione».

«La differenza effettiva tra lo scorso anno e quest’anno non è di -322 posti come da tabelle allegate al decreto, ma -349 (ulteriore errore nel rilevare i dati da parte del MIUR). L’obiettivo finale di posti assegnato è 44.334 a fronte dei 44.887 posti necessari. Dai dati pervenuti dagli ex Provveditorati sulla base delle esigenze rilevate nelle scuole della regione, dopo attenta e regolare verifica delle motivazioni, risultano le seguenti richieste: AL 71 - AT 53 - BI 79 - CN 225 - NO 108 - TO 300 - VCO 55 - VC 13 = tot. 904. A fronte di 351 posti assegnati, mancano dunque 553 posti!»

«Questi dati – prosegue il sindacalista – sono stati verificati e confermati anche dall’assessore regionale all’istruzione Giovanna Pentenero. Inoltre, attraverso la comparazione dei dati relativi alla distribuzione degli organici tra tutte le regioni da parte del ministero, appare evidente che il Piemonte è tra le 4 regioni che, pur avendo alunni in aumento, ha avuto posti in meno. Inspiegabile e incomprensibile il criterio applicato nella distribuzione effettuata dal Miur. E’ necessario attenuare la disparità tra le regioni e, laddove si certifica un aumento di alunni, deve essere garantito il corrispondente aumento di organico. Dalle prime informative, si preannuncia una situazione assolutamente identica per il personale non docente (ATA), ma ci saranno dati più certi solo dopo la metà di agosto».

«Abbiamo proclamato lo stato di agitazione e, senza risposte, siamo pronti alla mobilitazione – chiude Amoruso –; chiediamo al più presto un intervento a favore degli organici piemontesi affinché la nostra regione abbia le risorse necessarie per garantire l’avvio dell'anno scolastico e la qualità didattica sin qui assicurata dai tanti sacrifici di tutto il personale».

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