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Sizzano ricorda Pietro Zanardini, alpino e dirigente sportivo

Articolo pubblicato il 04-12-2017 alle ore 18:51:15
Sizzano ricorda Pietro Zanardini, alpino e dirigente sportivo 4
Sizzano ricorda Pietro Zanardini, alpino e dirigente sportivo 4

Se n'è andato troppo presto, lasciando il paese in lutto: Sizzano piange Pietro Zanardini, scomparso venerdì a soli 66 anni. Penna nera, dirigente della squadra di calcio di Sizzano, Zanardini è mancato all’improvviso, destando cordoglio e sconcerto in paese, dove era noto e benvoluto. In pensione dopo molti anni di lavoro come magazziniere alla Francoli, ha condiviso 41 anni di matrimonio con la moglie Gabriella. Oltre a lei, ha lasciato il figlio Flavio con la nuora, le sue due nipotine e quattro fratelli. «Mio papà ha sempre aiutato tutti, era sempre disponibile – racconta il figlio Flavio – non l’ho mai sentito rispondere male a qualcuno. Anzi, parlava volentieri con le persone, anche con chi non vedeva spesso. Riusciva a trovare tempo per tutti, ma al tempo stesso senza mai tralasciare la sua famiglia, in particolare mia mamma e le nipotine. Una delle sue caratteristiche migliori era probabilmente la sua semplicità». E non è facile, per i sizzanesi, pensare che ora non ci sia più: «Ci piace pensare che probabilmente l’abbiano chiamato in alto perché avevano bisogno di lui anche lì…».

«Era un lavoratore instancabile – conferma Luigi Frigato, capogruppo degli alpini di Sizzano – un perfetto magazziniere: lo ha fatto di mestiere per anni e ha continuato a farlo per noi. Si tratta di un compito importante all’interno delle associazioni e lui ci prestava molta attenzione. Non si tirava mai indietro quando c’era qualcosa da fare e c’è sempre stato per noi. Se qualche volta mancava, era per occuparsi delle sue nipotine». Come alpino, era impegnato fra le altre cose ad accompagnare i bambini dal doposcuola al catechismo.

Ma Zanardini era anche uno storico dirigente dell’Asd Sizzano. «Era nell’associazione da circa cinquant’anni – racconta Piercarlo Bellingeri – ha iniziato giovanissimo, come giocatore: entrambi eravamo portieri. Anche dopo avere smesso di giocare, è rimasto in società. Oltre ad avere il ruolo di dirigente, si prendeva cura del nuovo campo. Domenica poi seguiva la squadra: in panchina, era pronto a intervenire se qualcuno si faceva male. Si dava molto da fare, per l’associazione ma anche per tutto il paese». Sono tanti, infatti, i giocatori e gli ex giocatori che hanno presenziato alle sue esequie. «Era una persona gentile, che sapeva farsi volere bene. Per l’Asd Sizzano, la sua è una grossa perdita, sia come uomo che come dirigente».

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