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«Sprar di Trivero, serve un registro delle presenze degli ospiti»

Il progetto di accoglienza ha visto finora l'apertura di due appartamenti, a Cereie e Ponzone
Articolo pubblicato il 05-08-2017 alle ore 14:57:04
«Sprar di Trivero, serve un registro delle presenze degli ospiti» 3
Il condominio con uno degli appartamenti del progetto Sprar

Non vogliamo ospiti che vanno e vengono: bisogna fare in modo che chi partecipa al progetto Sprar segua fino in fondo il percorso previsto. A chiedere maggiori controlli sui migranti e la loro gestione a Trivero è Fulvio Chilò, consigliere comunale e segretario di Lega Nord Trivero. Il progetto di accoglienza diffusa lanciato dal Comune finora ha visto l'apertura di un appartamento in un condominio di Cereie e di un altro per sole donne in centro a Ponzone, continua a mancare il terzo alloggio. «Già nell'ultimo consiglio comunale avevo espresso il desiderio di fare il punto della situazione su bilanci, spese e ospiti - spiega Chilò, che è anche presidente dell'apposita commissione -. L'assessore competente però doveva andare in ferie e così è stato chiesto di spostare la discussione».

Ma Chilò anticipa alcune domande. «Prima di tutto bisognerebbe fare bene chiarezza su chi sono gli ospiti - spiega -. Pare infatti che alcuni migranti si siano allontanati ancora prima di aver concluso il progetto proposto dal Comune, e altri ne siano arrivati al loro posto. Propongo quindi di istituire una sorta di “registro presenze” accessibile almeno ai membri della commissione per poter capire cosa stanno facendo queste persone e quale percorso stanno seguendo. E' una richiesta all'insegna della trasparenza. Il documento dovrà essere aggiornato settimanalmente in modo da avere un controllo. Come era stato spiegato proprio dall'amministrazione questo è il compito del Comune e ancora di più di una commissione». E sull'allontanamento dei migranti dal centro di accoglienza spiega: «E' un fatto che non depone di certo a favore del progetto. Pare che i primi a non credere al meccanismo di integrazione siano proprio i migranti...».

Ma Chilò vuole vedere anche i bilanci. «Sono ormai passati diversi mesi dall'avvio del progetto - spiega - e sarebbe il momento di confrontarsi sulle spese che vengono sostenute, questo sempre nell'ambito della trasparenza. Occorre capire il ruolo svolto dagli operatori della cooperativa che segue questi ragazzi, qual è il loro ruolo e qual è il costo».
Rimane ancora con il punto interrogativo il terzo centro Sprar. «Al momento l'amministrazione comunale non ha trovato la struttura - spiega -. Bisognerebbe capire se questo ritardo può avere qualche ripercussione per quanto riguarda il bando a cui Trivero ha partecipato indetto dal Ministero».

Intanto a Trivero ha chiuso al momento il centro di accoglienza migranti aperto due anni fa in località Mazzucco. I pochi ospiti rimasti rendevano il centro antieconomico. «Sappiamo che si tratta di una chiusura temporanea per mancanza di ospiti - riprende Chilò -. Vista l’attuale situazione e dato che il Comune ha attuato lo Sprar chiederò all’amministrazione di chiedere alla Prefettura la chiusura definitiva del centro. In fondo erano stati proprio sindaco e assessore a spiegare che l’adesione allo Sprar avrebbe escluso l’apertura di nuovi Cas. Ora visto che il centro ha chiuso è giusto approfittare dell’occasione».

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