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Tasse più alte per evitare la bancarotta

I dati resi noti all'ultimo consiglio comunale
Articolo pubblicato il 24-04-2016 alle ore 11:46:06
Tasse più alte per evitare la bancarotta 2
Il municipio di Ghemme

Oltre sette milioni di euro in mutui da estinguere. Cinquecentomila euro di squilibrio tra spese ed entrate. Trent’anni per ripianare un disavanzo di 1,8 milioni di euro. Sono alcuni dei dati relativi alle casse del Comune di Ghemme, resi noti dal sindaco Davide Temporelli durante l’ultimo consiglio comunale.

La giunta ha proposto un piano di riequilibrio per evitare il dissesto. «In questi giorni ci troviamo a dovere chiudere e approvare il bilancio di previsione per l’anno 2016 con fortissime difficoltà oggettive – ha dichiarato il sindaco – al momento ci risulta impossibile elaborare un bilancio di previsione in pareggio, riscontrando uno squilibrio di circa 500mila euro che non coprono la controparte di spesa. Questo contesto nasce, oltre che dai tagli ai trasferimenti da parte dello Stato, soprattutto da profondi squilibri finanziari».

La maggioranza ha portato a esempio una serie di dati: al primo posto ci sono i mutui passivi da estinguere, che superano i sette milioni di euro, per un esborso annuo di oltre 500mila euro. Risulta inoltre uno squilibrio di cassa: l’anticipazione di tesoreria si mantiene vicina al milione di euro, spiegano, con un ulteriore esborso di interessi che si aggira sui 45mila euro annui. «Questo non ci consente comunque di onorare con tempestività i nostri impegni con i fornitori, tanto che le fatture da liquidare sono pari a circa 500mila euro». Nel 2015, il riaccertamento straordinario dei residui ha portato alla luce il disavanzo di 1,8 milioni di euro, da ripianare in trent’anni con 61.200 euro annui. Anche l’evasione fiscale costituisce un problema. Ci sono poi 780mila euro di spese per i 19 dipendenti del Comune e una passività potenziale di 270mila euro circa relativa a un contenzioso con la società Saia, non stanziata nei precedenti bilanci.

Il piano di riequilibrio si baserà su una serie di operazioni. In primo luogo, un piano di alienazioni del patrimonio immobiliare. Ci sarà inoltre un innalzamento, nei limiti di legge, delle aliquote per Imu, Tasi e Irpef. Si confermerà il taglio alla spesa già attuato nel 2015, con la riduzione delle spese per consulenze, di funzionamento e per le convenzioni stipulate in passato. Aumenterà il tasso di copertura dei servizi a domanda individuale. Sarà ridotto il costo del personale, mediante convenzioni con i comuni vicini. Saranno utilizzate le entrate straordinarie relative ai tributi su provvedimenti già accertati e notificati. Infine, una nuova gestione dell’ufficio tributi dovrebbe permettere una spinta al recupero dell’evasione tributaria.

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