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Teatro, quaronesi sul palco per “Le prime mogli” di Annalisa Carru

Il saggio di sabato chiude il primo anno del laboratorio
Articolo pubblicato il 22-06-2016 alle ore 16:13:10
Teatro, quaronesi sul palco per “Le prime mogli” di Annalisa Carru 2
Gli attori saliti sul palco

Esordio alla regia teatrale al salone Sterna per la giovane quaronese Annalisa Carru. Sul palco è stato presentato “La compagnia delle prime mogli”, liberamente ispirato dalla commedia statunitense “Il club delle prime mogli”, e con protagonisti attori di Quarona e dei paesi limitrofi. La serata è stata organizzata per raccogliere fondi per l’asilo Zuccone, dove Carru tiene settimanalmente un laboratorio di teatro per i bambini di 4 e 5 anni. «Con le protagoniste Raffaella Mina, Anna Erba, Fedora Masi e Lucia Ricaldone abbiamo iniziato a provare a gennaio - spiega la quaronese -, trovandoci tre o quattro volte a settimana. Poi, in base alla complessità della parte, si sono via via aggiunti gli altri attori, tra cui quelli della compagnia teatrale di Joyce Conte, che ringrazio». 

La storia è quella di tre vecchie amiche che si ritrovano per il funerale di una quarta; all’inizio ciascuna finge di avere una vita perfetta, ma poi tolgono la maschera e raccontano di tradimenti e soprusi da parte dei mariti. Ecco allora che, con l’aiuto di una benestante nobildonna, si alleano per farla pagare ai coniugi. «Il messaggio che ho voluto lanciare è che le donne vanno sempre rispettate. Troppo spesso si sente di fidanzate e mogli picchiate e uccise, serve più sensibilizzazione sul tema».


Sul palco sono saliti anche i bambini del laboratorio teatrale “La valigia dell’attore”, tenuto da Carru per i bambini dai 7 ai 13 anni. E saranno loro i protagonisti dello spettacolo “Il cuore grande degli eroi”, che verrà presentato sabato allo Sterna con inizio alle 21. «Andiamo così a chiudere il primo anno del laboratorio, iniziato con un corso di propedeutica al teatro - spiega Carru -. Le basi dello stare sul palco sono state insegnate attraverso il gioco e, sempre attraverso il gioco, ho cercato di trasmettere agli allievi dei valori. Perchè il teatro è anche e soprattutto una forma d’arte volta all’educazione. Tutti i miei spettacoli hanno una “morale”; in questo caso si parla di bullismo e di accettazione di sè. A Natale i bambini erano già andati in scena, quella volta solo per i genitori, e allora si era trattato di diversità. Dal punto di vista “tecnico” ci siamo invece approcciati allo studio della voce e della dizione e di come si muove il corpo, grazie alla collaborazione della mia assistente Chiara Montini, che proviene dall’ambiente della danza».
Così come è stato per “La compagnia delle prime mogli”, anche in questa occasione verranno raccolti fondi da destinare all’asilo Zuccone.

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