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Triverese fa l'impresa: secondo al mondo a discendere la via Major

Finora l’unico ad aver affrontato il versante del Brenva era stato De Benedetti nel 1979 La guida alpina continua a stupire: 3300 metri di dislivello con gli sci
Articolo pubblicato il 30-05-2016 alle ore 13:13:28
Triverese fa l'impresa: secondo al mondo a discendere la via Major 3
Francesco Civra Dano

Sono passati 37 anni dall'ultima discesa dalla via Major sulla parete est del Monte Bianco. A inizio maggio due guide alpinistiche di Courmayeur si sono lanciate nella sfida. Luca Rolli e il triverese Francesco Civra Dano hanno firmato l'impresa. Era stato nel 1979 Stefano De Benedetti l'unico a scendere dal versante della Brenva, 3300 metri di dislivello lungo la via della seconda Sentinella al Col Major. Per anni quella via nessuno l'ha praticata, troppo pericolosa e la neve instabile. Francesco Civra Dano però è uno che la montagna la conosce bene, 36 anni e tanta esperienza alle spalle. Ha iniziato a sciare sulle piste di Bielmonte a pochi minuti di casa, la montagna è diventata la sua vita quando ha deciso di trasferirsi in Valle d’Aosta per diventare guida alpina. E' nel suo lavoro è uno dei professionisti più apprezzati , ma nel tempo libero non disdegna mettere a segno qualche impresa. A casa a Trivero papà Silvano e mamma Pia hanno letto dell'impresa sui siti specializzati: «E' stata una sorpresa. Non ha voluto farci preoccupare».
Il curriculum della guida continua ad aumentare con nuove imprese. Nel 2013 insieme a Davide Capozzi, Julien Herry e Luca Rolli era sceso dalla Est dell'Aiguille Blanche de Peutérey a Courmayeur. La prima discesa con gli sci fu portata a termine il 14 giugno 1984 ancora una volta da Stefano De Benedetti, tra i più formidabili sciatori estremi degli anni Ottanta: l'impresa divenne il soggetto del film di Michele Radici "La parete che non c'è" di cui furono protagonisti lo stesso Stefano De Benedetti e Giorgio Passino, entrambi guide alpine di Courmayeur. Nel 2011 ha effettuato un'altra sciata da record su una parete dell'Everest da 50 gradi di pendenza.

Questa volta ha dato l'assalto a un'altra parete temuta anche dagli alpinisti più esperti. Basti pensare che la prima salita risale al 1928 e venne firmata dagli inglesi Thomas Graham Brown e Francis Sidney Smythe, ma scesero sempre a piedi. L'unico fino a qualche giorno fa ad aver sciato sulla neve della via Major è stato Stefano De Benedetti, poi più nessuno. Quella parete in tanti specialisti l’hanno ammirata e sognata, ma nessuno se l’è sentita di scendere.

Civra Dano e Rolli meditavano di scrivere la storia già da un po' di tempo, ma hanno dovuto attendere le condizioni perfette per entrare in azione. La neve in questo periodo è sembrata quella giusta. Le due guide sono partite allo scoccare della mezzanotte del 5 maggio dal bivacco Borgna Alberico alla Fourche, hanno percorso la via in nove ore. E da qui si sono lanciate nello sciata perfetta. «La discesa in sé è corsa via veloce e perfetta – hanno raccontato i due protagonisti -. Le pendenze sul vero e proprio sperone della Major sono sostenute e l’esposizione è totale. Un buon innevamento ci ha però permesso di non avere mai dubbi ed essere confidenti dei nostri attrezzi».

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