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Trivero: i colleghi Zegna piangono Mario, morto a 48 anni

Lutto
Articolo pubblicato il 03-12-2017 alle ore 14:15:56
Trivero: i colleghi Zegna piangono Mario, morto a 48 anni 2
Mario Bianchi

Cordoglio anche a Trivero per la morte del cossatese Mario Bianchi, scomparso ad appena 48 anni. L’uomo infatti aveva lavorato a lungo al lanificio Zegna finchè a causa della malattia aveva dovuto lasciare il proprio posto. Da tempo lottava con una grave forma di sclerosi laterale amiotrofica che non gli ha lasciato scampo. E’ stato celebrato martedì pomeriggio nella chiesa di Santa Maria Assunta di Cossato il suo funerale. Il parroco ha cercato di portare parole di conforto alla famiglia ricordando il carattere aperto e solare dell’uomo che ha sempre reagito nonostante la malattia.

Martedì a dargli l’ultimo saluto erano in tanti, c’erano anche i colleghi del Lanificio Zegna dove ha lavorato per anni e dove per tutti era “Super Mario”, proprio per la sua grande disponibilità verso gli altri. E anche nel corso della malattia i colleghi diventati amici non lo hanno mai lasciato solo, si tenevano in contatto con il telefono e sempre di più tramite i social network. Nel febbraio dello scorso anno era stata organizzata anche una rimpatriata in azienda a cui Mario Bianchi non aveva voluto di certo mancare. Era stata l’occasione per tornare negli uffici che ha sempre frequentato. Anche Trivero dunque partecipa al lutto della famiglia del padre di famiglia morto ad appena 48 anni. In tanti si sono raccolti attorno alla sua famiglia, lascia la moglie Anna Rita e la figlia Elisa.  Lungo il decorso della malattia, aveva cercato di pesare il meno possibile su coloro che da sempre lo amavano e avrebbero fatto di tutto per alleviargli il dolore. Chi lo ha conosciuto lo ricorda come una persona semplice. amava vivere in serenità tra gli affetti dei suoi famigliari. Durante questa terribile malattia, era stato seguito dai volontari dell’associazione “Aisla” di Biella. E proprio la famiglia ringrazia «la meravigliosa rete dei medici e paramedici, infermieri e fisioterapisti, psicologi e tutti gli operatori che in questi anni si sono prodigati e l’hanno seguito amorevolmente durante il decorso della sua malattia».

Mario Bianchi nonostante la malattia ha continuato a vivere in armonia, tenendosi aggiornato e in contatto con amici e colleghi tramite Facebook. Cercava di prendere la malattia anche in modo ironico, spesso facendosi fotografare con il sigaro. E dalla tastiera del suo computer era sempre pronto a rispondere a chi gli scriveva.

Le sue condizioni purtroppo sono peggiorate nell’ultimo periodo fino alla morte avvenuta nella giornata di domenica.

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