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Agricoltura

«Tutte le misure in campo contro i cinghiali»

Appello contro l'invasione
Articolo pubblicato il 30-01-2018 alle ore 09:03:50
Torna l'allarme cinghiali
Torna l'allarme cinghiali

Bene la figura del “cacciatore tutor” che la Provincia ha stabilito “dopo un confronto in cui Coldiretti ha denunciato con forza la gravità del problema delle invasioni della fauna selvatica”. Ma per salvare l’agricoltura delle due province di Vercelli-Biella da una minaccia sempre più incontrollabile – quella delle invasioni della fauna selvatica – “è necessario pensare a ogni soluzione possibile, in primis intensificare le azioni di contenimento con il supporto di squadre esterne, in arrivo da fuori territorio”. Lo rimarca il presidente della Coldiretti interprovinciale Paolo Dellarole unitamente al vicepresidente Roberto Mercandino.  Lo sottolinea la Coldiretti interprovinciale che rimarca: “Lo stesso presidente della Provincia Emanuele Ramella Pralungo ha condiviso l’urgenza di risolvere un problema divenuto gravissimo, mostrando sensibilità verso il mondo agricolo. Stando ai dati diffusi dalla stessa Provincia, c’è da perdere davvero il sonno. E i conti, purtroppo, tornano eccome: i capi abbattuti sono la metà rispetto alla scorsa stagione venatoria, 310 contro 539, e ovviamente i danni raddoppiano, raggiungendo 300 mila euro contro i 170 del 2016: è chiaro che la situazione è ormai fuori controllo. Peraltro, si registrano fortissimi ritardi nel pagamento dei danni: in particolare, le imprese attendono ancora il pagamento di quelli riferiti all’ultimo biennio”. “Chi paga questa situazione – aggiunge Dellarole – è in primo luogo l’agricoltura, che vede i propri campi invasi dai selvatici che distruggono i raccolti e vanificano le nuove semine. Ma l’invasività dei selvatici costituisce un problema gravissimo sotto il profilo dell’ordine pubblico, dato che sono sempre più numerosi e sempre più gravi gli incidenti stradali provocati da questi animali”.  “Chiediamo al presidente della Provincia di utilizzare ogni strumento che la legge mette a disposizione per risolvere il problema: su questo punto avrà il nostro appoggio. La situazione, negli anni, è continuata a peggiorare, e l’assenza di interventi risolutivi ha di fatto portato la presenza degli animali selvatici al di fuori delle aree prettamente montane e boschive, fino in zone anche ad alta densità agricola, se non addirittura nei centri urbani. I danni alle colture sono ingentissimi, dai prati a fieno al mais, danneggiati.

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