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Tutti i dettagli dell'operazione Santhià: 15 persone in carcere

La cellula ‘ndranghetista era attiva anche nel Biellese, Vercellese e Novarese
Articolo pubblicato il 02-07-2016 alle ore 08:45:26
Foto di repertorio
Foto di repertorio

Resi noti i dettagli dell'operazione anticrimine portata a termine ieri da carabinieri, polizia e Guardia di finanza con 18 provvedimenti cautelari (15 di custodia cautelare in carcere, uno di arresti domiciliari trattandosi di un ultrasettantenne e due di obblighi di presentazione alla polizia giudiziarra), per associazione mafiosa (‘ndrangheta) armata e concorso esterno in associazione mafiosa. Contestati una serie di gravi reati di estorsione, detenzione e porto di armi, danneggiamenti aggravati, incendi, sequestro di persona (605 cp) e un tentato omicidio aggravato. Tutto era partito dall'omicidio di Antonio Tedesco avvenuto nel 2010 a Volpiano che ha permesso di individuare una cellula ‘ndranghetista (esponenti della cosca Raso-Gullace-Albanese) operativa nel territorio dell’alto Piemonte, spaziando nelle province di Torino, Biella, Vercelli e Novara (si parla convenzionalmente del “locale di Santhiàsulla base di una conversazione intercettata nel 2010) in costante collegamento con altri esponenti della medesima associazionemafiosa , dimoranti nella provincia di Torino (nella specie Saverio e Rocco Dominello, esponenti della cosca Pesce Bellocco di Rosarno).

Le indagini hanno accertato condizioni di evidente assoggettamento e omertà dimostrate anche da reticenze e assenze di denunce di fatti emersi grazie alle operazioni di intercettazione telefonica e ambientale. Le uniche denunce sono riconducibili a fatti (incendi e danneggiamenti aggravati principalmente) che hanno determinato nell’immediatezza l’intervento delle forze de l’ordine, ma sono risultate comunque reticenti in relazione alla mancata indicazione di rapporti pregressi con i prevenuti. Sono state evidenziate ipotesi di vera e propria guardianìa verso locali di intrattenimento notturno, soggetti ad una vera e propriaprotezione mafiosa, i cui gestori, escussi nel corso delle indagini, hanno escluso di essere vittime di estorsione negando rapporti con i prevenuti che le operazioni tecniche hanno invece certificato con certezza. Tra i fatti di maggior gravità un sequestro di persona perpetrato nel novarese nel 2010 a danni di un imprenditore e un tentato omicidio pluriaggravato commesso nel luglio 2014 a Volpiano a danno di Tedesco Antonio riconducibile a pregresse offese perpetrate nei confronti di Saverio Dominello nell’ambito della gestione poco limpida di un night club. Per tale fatto sono stati arrestati Saverio e Rocco Dominello, rispettivamente padre e fratello di Michele e Salvatore, condannati in primo e secondo grado quali partecipi al locale di ‘ndrangheta di Chivasso nel procedimento “Colpo di Coda”. Tra i compendi in sequestro meritano menzione alcune società aventi ad oggetto lavorazioni edili; vetture di lusso, immobili e terreni, sia in provincia di Biella, sia in provincia di Lecce.

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