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La Soms ”rosa” di Sostegno inaugura la sede rimessa a nuovo

Durante l’inaugurazione sono state mostrate immagini che hanno documentato il lavoro dei volontari e dei professionisti

Un nuovo volto alla sede della Società di mutuo soccorso di Sostegno. Nei giorni scorsi sono stati inaugurati i locali rinnovati.  Gli abitanti del paese non hanno voluto mancare all’appuntamento premiando l’impegno dei volontari dell’associazione che hanno deciso di rendere più accogliente questo luogo, che è anche un punto di aggregazione e di ritrovo.

Da qualche mese il direttivo Soms è formato da sole donne, e il tocco femminile si può notare anche qui, nella ricerca e nella cura dei dettagli, che hanno trasformato totalmente il circolo in via Rovere. Durante l’inaugurazione sono state mostrate immagini che hanno documentato il lavoro dei volontari e dei professionisti, che è iniziato a settembre. Sono stati rifatti cucina e bagni, il bancone e tutti gli arredi sono stati restaurati o sostituiti. Sono stati messi a norma gli impianti e sistemati gli infissi.Dopo la benedizione del parroco don Tonino Guasco, la presidente Graziella Turetta ha ringraziato chi ha collaborato a rendere possibile questa ristrutturazione e ha tagliato ufficialmente il nastro.«Abbiamo continuato – ha detto Turetta – il cammino intrapreso dalle precedenti amministrazioni Soms: il nostro intento è valorizzare il paese. Il circolo è un luogo di ritrovo per i sostegnesi e ora sarà Demetrio Bardella a gestirlo. Un grazie va ai sindaci, al nostro parroco e ai cittadini che ci hanno sostenuto. Il lavoro è stato duro e impegnativo ma lo abbiamo svolto con entusiasmo. Mi voglio rivolgere anche ai giovani, spetta a loro raccogliere il testimone, avvicinandosi a questa nostra associazione che risale al 1874».Parole di ringraziamento sono venute anche da Paola Sturion, che fa parte del consiglio direttivo: «Siamo felici per quello che è stato realizzato. Tutti hanno dato il loro contributo, anche solo spronandoci, quindi a tutti è doveroso dire grazie. Il nostro circolo riparte da qui, è un posto dove ritrovarci, dove stare insieme. Siamo qui per festeggiare questi muri vestiti a festa, siamo qui per ricordare che questi muri sono stati costruiti e lasciati dai “vecchi” del paese, che credo sarebbero orgogliosi di vederli oggi».

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